Coming out: la filosofia del giullare

jester

In queste settimane sto lavorando al sito insieme a un vecchio amico con cui avevo perso i contatti circa quindici anni fa, quando la mia identità come Ayzad aveva molta meno importanza di oggi. Per questo non sapeva nulla dei miei interessi, così una delle prime cose che abbiamo dovuto discutere è stata la mia attuale attività di esperto di sessualità alternative. E visto che siamo in Italia gli ho dato la notizia con molta cautela, poiché non sapevo come avrebbe potuto reagire: nel corso degli anni sono state pochissime le persone che non la hanno accettata, ma i fondamentalisti si annidano dappertutto, e ho imparato sulla mia pelle a non fidarmi.
È venuto fuori che adora il mio lavoro. In effetti, gli piace così tanto che ormai non vede l’ora che escano nuovi post di notizie, con cui si diverte un mondo. «Mi chiedo solo» ha osservato l’altro giorno «dove trovi poi il tempo di fare lavori più seri se ne dedichi tanto a seguire tutte queste notizie assurde.»

Ottima obiezione. Dopotutto passare diverse ore al giorno alla ricerca di resort per sesso estremo e avvenimenti sportivi ridicoli è divertente ma può sembrare un gran spreco di tempo. Non sarebbe meglio sfruttarlo per finire il mio nuovo libro in terribile ritardo, o per fare più lavoro di coaching? Le cose tuttavia stanno un po’ diversamente. Per come la vedo io, tutte quelle storie su strane pratiche erotiche, perversioni o semplici sconcezze buffe hanno uno scopo più ampio e mica tanto nascosto.

Ciò di cui ridete con i vostri amici o con i colleghi davanti alla macchinetta del caffè in realtà è un virus, che si diffonde ogni volta che qualcuno riporta quelle storie a un’altra persona incredula. È un mutagene, che vi cambia il cervello e lo apre al concetto e alla possibilità di infinite nuove sfumature di sessualità. Non si tratta di un’epidemia patogena, ma della cura e del vaccino alla concezione standard, repressiva e molto miope di come “dovrebbe essere” il sesso.

Non voglio convincervi a diventare dei furry o dei brony, né desidero che proviate qualche sex toy high tech se non ne avete voglia. Tutto sommato la consensualità è alla base della sensualità, e ciò che fate in camera da letto non mi riguarda affatto. Tuttavia ritengo che se conoscete la storia del Cavaliere d’Eon o il vero numero dellepersone LGBT nel mondo vi risulterà difficile sentirvi in colpa per le vostre piccole stranezze personali. Non pensate che una miglior cultura delle diversità preverrebbe tragedie come quelle dei tanti ragazzi che si suicidano quando si scoprono gay?
La scienza ha dimostrato che se più gente sapesse cos’è davvero il BDSM e come esplorare in sicurezza i propri istinti i crimini sessuali violenti diminuirebbero enormemente. Allo stesso modo, avere coscienza delle effettive capacità richieste per fare bondage è la profilassi ideale contro quegli incidenti purtroppo frequenti di cui sentiamo parlare nelle cronache. Idem dicasi per una consapevolezza della realtà delle malattie a trasmissione sessuale.

Ciò che sto facendo qui è aprire una finestra attraverso cui i miei lettori possano osservare una visione del mondo più ampia, e sono un grande fautore dell’idea per cui il miglior tipo di studio sia quello tanto divertente quanto informativo. Consideratelo un altro aspetto della filosofia dei giullari: mentre ci si sbellica per le barzellette si mettono in discussione anche le proprie certezze – e una sana dose di dubbio fa sempre bene all’anima.
Se proprio volete vedere il mio lato più serio – ma spero comunque non noioso – potete sempre cercarmi in qualità di scrittore, conferenziere o consulente. Nel frattempo, però, divertitevi con le notizie.

Line
Line