Questo articolo è la versione aggiornata di un mio testo già pubblicato sul sito di Anastassja, che ospita anche le scansioni tratte dai "miei" fumetti.


LADY CRUEL - LA MADELEINE PIÙ CATTIVA DEL MONDO

Tutta colpa sua. O meglio: metà della colpa. L'altra metà è di Farrel, l'illustratore francese specializzato in S/m estremo. Ok, un poco anche di Penelope Pitstop, ma quella è un'altra storia. Comunque sia, Farrel però lo si trova dappertutto, tanto su Internet quanto nelle librerie specializzate. Lady Cruel, invece, no.

LA RICERCA INFINITA

La prima volta che l'ho incontrata era il 1976, e da brava vamp mi ha segnato l'anima. Comprensibile, se ricordiamo che quella era ancora l'epoca degli ultimi giornali porno con la striscia nera della censura e che in Italia il Bdsm era ancora tutto da scoprire. Comprensibilissimo, se teniamo in considerazione il fatto che il nostro incontro è avvenuto con dieci anni di anticipo rispetto a quanto avrebbe voluto la legge e la morale, e a quell'età si è ancora più sensibili al fascino di una stangona seminuda - con o senza frusta. Dovendo scegliere un trauma infantile, a me quello è andato benissimo.

Il problema è stato semmai un altro: raggiunta l'età dell'indipendenza, volevo ritrovare Lady Cruel se non altro per spirito nostalgico… e invece lei era sparita. Non dico che sia stato un impegno a tempo pieno, ma per quasi quindici anni ho cercato Lady Cruel ovunque andassi. Ho girato sexy-shop in Inghilterra, negozi sadomaso a Parigi, club specializzati in Olanda e librerie per collezionisti negli Stati Uniti… e ogni volta mi hanno risposto che no, quel fumetto non l'avevano proprio mai sentito nominare. Ho intervistato (per altri motivi) fumettisti e illustratori, incontrato maniaci di ogni genere ed edicolanti anche peggiori… e nessuno si ricordava della sua esistenza. Persino i guru del sadomaso italiano mi prendevano per visionario, e quasi ero arrivato a dubitare dei miei stessi ricordi.

FALSE PISTE

Poi è arrivata Internet. Improvvisamente, è stato possibile scaricare le opere complete di Farrel e Montorgueil, Pichard e Stanton, Benson e Hines, mille altri disegnatori più o meno bravi… e Lady Cruel continuava a non esistere. Provate a fare una ricerca anche voi: vedrete che a tutt'oggi, le uniche pagine che contengono quel titolo corrispondono alle mie numerose ricerche presso gruppi, comunità, forum e chi più ne ha più ne metta. Nel 2000 c'è stata una prima svolta: in un gruppo di Yahoo!, una tizia diceva di avere alcuni fascicoli che avrebbe potuto vendere a caro prezzo. A quel punto però ero disposto a tutto. Accettai di incontrarla per discuterne. Lei sparì nel nulla.

Il messaggio di questa sedicente signora aveva tuttavia suscitato l'interesse di un altro appassionato, a Genova, che ricordava di aver visto qualcosa di simile quand'era un ragazzino. Col lieve dubbio che Lady Cruel venisse spacciato esclusivamente fra i minorenni, cominciamo a scambiarci informazioni, e contro ogni logica lui in una settimana arriva a ricostruire più dettagli di quanti ne avessi messi insieme io in 14 anni. Editore, formato, autore… persino le diverse edizioni pubblicate!

Passa un'altra settimana, e questo individuo mi scrive dicendo di avere recuperato tutti i fascicoli presso un collezionista. Io metto temporaneamente da parte il mal di fegato (ma come cazzo ha fatto a trovarli?) e mi offro di acquistarli a peso d'oro, di scannerizzarli, di copiarli usando come pennello la coda di una tigre - viva - a rischio della vita…

[state immaginando come è andata a finire?]

…e lui sparisce.
Non risponde alle mie email, e nemmeno a quelle di una amica Mistress che a questo punto è curiosa di vedere questi tanto favoleggiati fumetti. Insensibile anche alla figa: un chiaro segno che è meglio abbandonare ogni speranza!


COME IL PROFUMO DI UN DOLCETTO FRANCESE

Parliamoci chiaro. A questo punto ero ben cosciente che non valesse la pena di impuntarsi tanto per Lady Cruel. No, dico: stiam parlando di un fumettaccio anni '70 che evidentemente era così mediocre da non restare impresso nei ricordi di nessuno, se non di qualche preadolescente per cui la cosa più peccaminosa che ci fosse al mondo erano le pagine della biancheria intima sul Postal Market.
Se però avete mai fatto collezione di qualcosa, sapete anche voi che a un certo punto ti prende la scimmia della ricerca. Per alcuni si tratta di trovare l'ultimo dei Coccodritti, oppure il Puffo Fancazzista, per altri è il set B321H (Completo da guastatore della Folgore per Barbie Cuoredipanna - una edizione limitatissima!) oppure il 45 giri di Mal che canta Furia Cavallo del West. Certe persone se la cavano a buon mercato con una madeleine… ma per me il sacro graal dell'infanzia perduta era Lady Cruel, e non c'era verso di togliermela dalla testa.

L'aspetto più frustrante era che, a questo punto, avevo tutti i possibili dati su questa "opera". E infatti le ricerche hanno dato i seguenti risultati:

Autore: Jim Holland. Non esiste. L'unico al mondo pare essere un vecchietto americano che dipinge tramonti sul mare e gattini con gli occhi tristi. Qualcosa mi diceva che non fosse lo stesso di Lady Cruel.

Titolo: Lady Cruel. Come no: al massimo c'era qualcuno che si ricordava della rivista Cruel, una specie di concorrente di Club fatta con gli scarti di LeOre.

Casa editrice della prima edizione: Sole. Inesistente, sparita dalla faccia della Terra, kaputt.

Casa editrice della seconda edizione: Editris. Qui si apriva uno spiraglio: la Editris altro non era che la leggendaria Edizioni Moderne, prima che cambiasse ragione sociale. Peccato che persino il buon amico Fulvio Brumatti, guru delle EM, non ricordasse neanche lontanamente di aver mai pubblicato un Lady Cruel, e che l'archivio della casa editrice fosse andato distrutto in un trasloco.

E vi risparmio le ricerche in cantine, solai, e presso gli archivi del distributore (Parrini, che distribuisce un buon 50% di tutto quel che esce nelle edicole italiane, e quindi ha archivi tanto, tanto, tanto grandi). Lady Cruel non esisteva più.

Quindi, contro ogni buon senso, la ricerca continuava.


COCACIN FOREVER
Ricordate quando vi dicevo di fare una ricerca sul Web? Beh, io ne avevo fatte talmente tante che ormai non ci provavo neanche più.
Finché una sera, più per autolesionismo che altro, non ho usato Google e ho trovato… beh, tutte le mie richieste. Ma anche una risposta.
A un mio appello pubblicato (in inglese) su un misconosciuto forum tedesco, un signore mi aveva risposto mesi prima dicendo di avere forse qualche numero in cantina.

Certo, come no. Minimo abiterai in Thailandia e saranno dei corsi di cucina vegetariani intitolati "Lady Crude", fu il mio primo pensiero.
E invece no. L'indirizzo di posta finiva con "libero.it", quindi era pure italiano!

Gli scrivo. Mi risponde.
Gli chiedo conferma. Mi assicura che sono loro.
Gli dico dove abito. Lui è nella stessa città.
Mi offro di comprarli. Lui dice che me li presta volentieri gratis a tempo indeterminato.
Svengo.

Due giorni dopo, ancora incredulo, mi incontro in una pizzeria del centro con un signore simpatico, intelligente e di una cortesia squisita. Lui mi passa una busta sigillata come Fort Knox. "Sai com'è. I bambini."
Lo so sì, com'è che fanno i bambini con Lady Cruel - penso io - ma non divaghiamo. In cambio, a titolo di ex voto, gli do la mia collezione di porcherie scaricate da Internet. Sono sette Cd rom. Pieni. Migliaia di immagini e filmati, e neanche una vignetta di Lady Cruel. Spero che gli faccia piacere.

Il patto è di scansirli e restituirli, anche con tutta calma. Roba da non credere.
Specie quando mi spiega che nella busta ci sono l'edizione "grande", quella piccola, e anche le puntate uscite su non sa più quale giornaletto, da cui sono state staccate le pagine. Cocacin (questo il nick del signore simpatico) diventa il mio eroe istantaneo per i prossimi mille anni.


CACCIA ALL'AUTORE
E questa è la storia di come si è conclusa una ricerca durata tre lustri. Arrivato a casa ho aperto la busta, e ho ritrovato finalmente il fumetto da cui è partita la mia grande passione per l'S/m. Come sospettavo non è niente di speciale. Anzi, è obbiettivamente una porcheriuola che non regge il confronto con la maggior parte di quel che si vede in giro. Ma chi se ne frega. È Lady Cruel, e tanto mi basta. A questo punto mancava solo il terzo numero della serie "ufficiale", che il tizio di Genova diceva di volermi portare a scansire il mese dopo. Ma intanto avevo altro da fare.

Piuttosto, ora che le scansioni sono state fatte e pubblicate, sono passato a un altro hobby - e potete contribuire anche voi.
Come si può notare facilmente anche nelle scansioni, il tratto di questo fumetto è alquanto incostante: ad alcune tavole di buona qualità si alternano strani riempitivi, e l'ultimo episodio è chiaramente disegnato da un altro autore. Partendo da questo, e seguendo alcuni indizi, sto cercando di ricostruire la vera storia di Lady Cruel, non fosse altro che per completare un puzzle pluridecennale. Ecco cosa avevo concluso in un primo momento:

1) Le diverse edizioni di Lady Cruel (le scansioni riguardano solo quella in formato A4, con le inconfondibili copertine a pallini) nascono da pesanti rimaneggiamenti delle tavole. Non a caso la versione più coerente è quella serializzata in piccolo formato, composta da molte meno pagine semplicemente perché ci sono meno tavole e vignette ripetute.
Guardando invece l'edizione che ho scansito si possono notare improvvisi cambi d'abito, dialoghi sconclusionati, sequenze ripetute e rimontate. Ciò mi fa pensare alla necessità, da parte dell'editore, di "allungare il brodo".

2) Il brodo si allunga quando il contenuto originale è poco. La conferma lampante è la tavola finale dell'episodio "di raccordo" (Episodio n. 6), in cui Lady Cruel stessa spiega che "la mia storia finisce qui, ma mandate i vostri suggerimenti di come proseguirla e tra qualche mese forse riprenderà". Questo indica che a un certo punto l'editore si sia organizzato con disegnatori locali per realizzare un seguito "apocrifo", e infatti l'ultimo fascicolo, intitolato Crudele Piacere mostra un tratto tutto suo che ricorda da vicino i vari "fumetti neri" realizzati in Italia in quel periodo.

3) Non sarà che un primo allungamento fosse stato già realizzato alla fonte? Ipotizziamo per un attimo che "Jim Holland" non sia un autore, ma un nome collettivo di un gruppo di disegnatori. Questo spiegherebbe perché il tratto risulta così incostante, e si possano addirittura distingure precisi stili differenziati all'interno di ogni fascicolo. Fateci caso, e noterete che la struttura stessa delle pagine segue schemi differenti: ci sono quelle ornate con le foglioline, le dettagliate tavole singole a tutta pagina, quelle in cui le figure "sbordano" dalle vignette e infine le pagine composte interamente da un rimontaggio di altre vignette, più o meno ruotate e zoomate.

4) L'idea di un "collettivo Holland" è coerente anche con l'uso spudorato della firma anche nel fascicolo apocrifo. Un vero autore di fumetti - anche se fa pornazzi da caserma - porta in tribunale qualunque editore si appropri della sua firma; un gruppo vissuto per seguire solo quel progetto invece no. E non solo: l'ipotesi di un gruppo è coerente anche con la presenza di vignette palesemente "ispirate" ai disegni di autori più "specializzati" come Stanton, Benson e Crepax. Se foste dei ragazzi appena usciti dall'accademia e vi chiedessero di disegnare un soggetto a voi sconosciuto, non prendereste esempio dai maestri anche voi?

5) Infine, un dubbio. Le diverse edizioni hanno dialoghi simili ma lievemente differenti, come potrebbe capitare nel caso di una traduzione (o meglio due) da un originale in lingua straniera. Quindi viene da pensare che Lady Cruel sia stato disegnato all'estero - magari nel Regno Unito, dove è ambientato (LC abita a "Yrverness", deformazione di "Iverness", in Scozia).

Guardando meglio le illustrazioni si nota però che la sua Rolls Royce ha una continentale guida a sinistra, ma soprattutto che le onomatopee (i rumori "scritti"), che non vengono tradotte, non sembrano affatto straniere. Un inglese non scriverebbe mai "Wip!" come effetto sonoro di una frustata (che suonerebbe come "Fruzt!" in italiano, e c'è un limite anche al ridicolo), né cose come "Strazz!" (che a mio parere deriva da "straziare").

Morale: vuoi vedere che Lady Cruel non lo conosce nessuno perché è stato, sin dall'inizio, un fumettaccio italiano, diffuso (malamente) solo nel nostro paese?

E così rimasi per un bel pezzo in attesa di informazioni o suggerimenti al riguardo.


...E POI ARRIVÒ MARGOT

Beh, che dire… pare che Lady Cruel sia piaciuto. Subito dopo la pubblicazione dei fumetti sul sito di Anastassja ho cominciato a ricevere mail di ringraziamenti, complimenti e così via da numerosi appassionati (e appassionate) che vi hanno ritrovato vecchi ricordi perversi. E siccome piove sempre sul bagnato, sono arrivate anche le mail di chi era disposto a fornire il terzo fascicolo, mancante nella collezione regalatami da Cocacin.

Allo stesso tempo è arrivato anche Anthony Best, nick di quel collezionista genovese che mi aveva lasciato tanto perplesso. Anthony si è rivelato invece un altro gentilissimo signore che, appena traslocato nella mia città, è venuto a portarmi i fascicoli mancanti. E in quell'articolo plurale è comparsa l'ennesima sorpresa di Lady Cruel. "I" fascicoli. Già.

Dalla busta imbottita del mio nuovo amico è spuntato infatti il "leggendario" terzo episodio (con dialoghi da neurodeliri come al solito, ma per lo meno ha tante vignettone a tutta tavola) e… Margot. "Supplemento al periodico mensile Club n. 1", e se siete dei sadomasochisti appena appena informati, avete già capito che basta una frase così per dare un'emozione come poche.

Per farla breve, Margot è un altro seguito apocrifo di Lady Cruel. Tratto incostante, battute da antologia ("Su, vieni tutto, bel pirlone", commenta una signora durante una fellatio) e - in esclusiva assoluta - una trama! Dopo 7 episodi in cui non era accaduto praticamente nulla, in Margot capita di tutto: nuovi personaggi, nuove situazioni, retroscena imprevisti e persino un abbozzo di approfondimento psicologico. Per non parlare dell'introduzione, che sembra scritta da un membro di ManetteMatte. Mi fermo qui per non rovinarvi la sorpresa, anche perché a conti fatti la sorpresa è un'altra.

Leggendo Margot si capisce infatti che c'è qualcosa che non va. Chi è la perfida Shellia, e come ha detronizzato Margot stessa? È ovvio che da qualche parte ci sia un Lady Cruel numero 8, pubblicato quasi sicuramente in formato "piccolo" (quello dei primi Club) sotto il marchio Edivega o Editris. Non a caso, le tavole sono numerate con "3-xx", ossia terza uscita della nuova serie iniziata con Crudele Piacere, che cronologicamente è il settimo episodio di Lady Cruel.

E così la caccia ricomincia. Dove sarà finita l'ottava puntata?

E soprattutto: cosa potrà accadere a questo punto nella decima? La mia ipotesi è quella di uno scontro campale sulle lande scozzesi di Irverness: da una parte l'esercito delle orfanelle di Lady Cruel, e dall'altro le truppe scelte del castello di Lady Anna. Titolo provvisorio: La Signora dei Bordelli. "Ne rimarrà soltanto una!"

 

UN NUOVO TASSELLO DEL PUZZLE

Inizio 2005: abbandonata la regia delle performance di Revolution, vengo contattato dal solito Fulvio Brumatti che mi chiede di prendermi cura di Sadistique. Visto che nel frattempo le Edizioni Moderne hanno definitivamente chiuso ci diamo appuntamento per discuterne nell'ufficio del suo nuovo editore che - sorpresa sorpresa - non è altri che il vecchio signor Editrice Sole!

Lui sì che si ricorda di Lady Cruel, e mentre chiacchieriamo amabilmente degli anni che furono riesco a estorcergli nuove informazioni. Scopro così che:

- Jim Holland non era un gruppo di autori, ma un disegnatore solo chiamato Giangi che non ha mai prodotto altri fumetti;

- Gli stili differenti sono "colpa" dell'uso intensivo dell'episcopio, che veniva impiegato per copiare in fretta e furia le vignette di altri autori quando bisognava andare in stampa e il tempo stringeva;

- C'era effettivamente un numero 8 di Lady Cruel, ma non essendoci archivi gli unici ad averne qualche copia possono essere solo i collezionisti;

E infine la notizia più sconvolgente. Come se niente fosse, l'editore a un certo punto ha confidato: "Ma sai qual è stata la cosa più buffa? Una volta ero andato in nord Europa per acquistare materiale da pubblicare, e con me era venuto anche Giangi. Una sera stiamo camminando per strada, e lui improvvisamente si blocca - rigido come una statua, con gli occhi sbarrati. Io sul momento mi spavento, penso che gli sia venuto un infarto. Poi mi giro a guardare cos'è che sta fissando... Lo so che non ci crederai, ma ti giuro che davanti a noi, vestita con pelliccia e stivali col tacco, c'era proprio Lady Cruel. Identica! Stessa faccia, stessa espressione... Poi lei è salita in macchina e noi siamo rimasti lì come dei cretini, ancora per qualche minuto."

E poi uno si chiede come mai "Jim Holland" abbia smesso di disegnare.

Ma ho già parlato fin troppo: colpa di una "piccola" ossessione personale.
Vi lascio a "un singolare, spregiudicato, maliardo personaggio, in un fumetto artistico che è il meglio del sado masochismo mondiale". Così dicono loro.

Per scaricare le scansioni complete, basta cliccare qui.

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