LE BRAVE RAGAZZE VANNO IN PARADISO
The
Mistress Manual |
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Prima buona notizia: The
Mistress Manual è scritto bene. Una volta tanto l’autrice
va oltre le trecento parole di basic English (“The pen is on the table”;
“Your ass is red and blue”…) e si esprime con gradevole e
ironica eleganza. Qua e là traspare inoltre una cultura insolita fra
gli scrittori di manuali Bdsm, con riferimenti a Jung, alla politica nei secoli,
alla filosofia e ad altre discipline – in compenso non ci sono sparate
new age o di medicina improvvisata come se ne trovano spesso in questo tipo
di libri.
La seconda buona notizia è che evidentemente Lorelei conosce bene ciò
di cui scrive ed è un tipo concreto. Le digressioni teoriche sono ridotte
all’osso, mentre abbondano uscite tipo: “fate così. Non importa
perché funzioni, ma funziona”. Il risultato è un’opera
che si potrebbe definire con una sola parola: efficace.
The Mistress Manual,
sottotitolato “guida alla dominazione femminile per brave ragazze”,
fa un ottimo lavoro nello spiegare alle novizie del sadomaso quali gioie possa
regalare la tendenza alla sottomissione di ampia popolazione maschile. Uno dei
capitoli iniziali è persino dedicato alle dominatrici timide, cui si
insegna a superare le inibizioni che derivino da un certo tipo di cultura femminile
per scatenare il loro lato oscuro di padrone inflessibili.
Superate queste formalità Lorelei passa a descrivere le varie pratiche
Bdsm… dedicando meno di una decina di pagine ad argomenti come fruste
e bondage. E questa è la terza buona notizia.
Si sa che in
qualsiasi gioco erotico la mente ha un ruolo di gran lunga più importante
del corpo: per questo il libro si concentra quasi esclusivamente sugli aspetti
psicologici dei rapporti di dominazione, spiegandone i meccanismi e le tecniche
adatte a ottenere gli effetti più interessanti. Ogni tanto si nota qualche
generalizzazione un po’ tirata per i capelli, ma complessivamente i contenuti
sono ineccepibili.
Purtroppo però la perfezione non esiste, e sfortunatamente anche The
Mistress Manual ha i suoi lati negativi. Il primo dipende dai gusti personali
dell’autrice: poiché le piacciono tanto (e non lo nasconde affatto)
i giochi di addestramento di servette femminilizzate, il discorso torna spesso
su questo tipo di scenari a discapito di altri tipi di rapporti, comprese tutte
le relazioni men che a lungo termine.
Un’altra grossa pecca è il tentativo di ridurre ogni tipo di rapporto
S/m a cinque archetipi fissi: dea, istitutrice, amazzone, nutrice e
governante. L’idea è senz’altro buona, ma leggendo
fra le righe si intuisce che Lorelei avesse in mente in realtà solo due
categorie: “quel che piace a me” e “tutto il resto, che chiamerò
Amazzone”. Questa figura accorpa infatti moltissimi scenari di dominazione
cui vengono dedicate appena poche parole – nonostante siano quelli più
diffusi nella cultura Bdsm europea.
Se si ignora questa forzatura mal riuscita, The Mistress Manual rappresenta una delle migliori guide alla dominazione che abbia mai letto: concisa, concreta e divertente. Peccato solo che si concentri esclusivamente sulle relazioni in cui l’uomo è sottomesso alla donna; chi è interessato ad altre combinazioni rimarrà a bocca asciutta, perché la maggior parte dei concetti non è applicabile a situazioni diverse. Peccato: leggere cosa ne pensasse Lorelei sarebbe stato senz’altro interessante.
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