APPUNTI ESSENZIALI SULL'OSSERVAZIONE DEI MITI
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Sensuous
Magic |
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Ho incontrato l’autore di Sensuous Magic una volta tanti anni fa, di sfuggita in un sex shop della West Coast. All’epoca si chiamava ancora Patricia e il suo entourage era strettamente lesbico, ma era già uno dei grandi personaggi del Bdsm: autrice di ottimi racconti erotici, titolare di rubriche S/m sulle più importanti riviste del settore, attivista, lettrice all’università… una specie di mito vivente, al quale non osai nemmeno rivolgere la parola. La riedizione aggiornata di questo suo best seller l’ho ricevuta in prestito da un collega di zozzerie che me l’ha consegnato mormorando: “È un testo fondamentale. Dovrebbero proprio tradurlo in italiano”. Insomma, viste le premesse ho cominciato a leggere con attenzione da seminarista, aspettandomi “il manuale Bdsm definitivo”.
Invece il primo impatto
m’ha fatto venire un brutto presentimento, non appena ho capito che la
“magia sensuale” del titolo non si riferiva a un’interpretazione
particolarmente attenta alla sensorialità del Bdsm, ma veniva proprio
presentata come primo significato del termine S/m. Perché ingannare
i lettori su una banalità simile, lasciando intendere stregonerie inesistenti?
L’autore spiega che si tratta di un modo per neutralizzare i pregiudizi
della gente nei confronti del sadomaso. Come se per questo non ci fosse già
il vocabolo Bdsm, e sottintendere rituali da satanisti sciroccati sia più
accettabile. Mah.
Sensuous Magic
ha lo scopo dichiarato di presentare il mondo di dominazione e sottomissione
ai principianti, ed è composto grossomodo da tre sezioni. La prima introduce
i concetti base, il principio dell’Ssc (Sano, Sicuro & Consensuale)
e le pratiche più diffuse, come bondage e flagellazione. Eppure la sensazione
è che qualcosa non quagli: si salta da un argomento all’altro senza
approfondire nulla, e a complicare le cose ogni tanto compaiono senza preavviso
raccontini erotici sicuramente ben scritti, che però spezzano il ritmo
delle spiegazioni senza aggiungere niente di particolarmente utile.
“Li ho messi per far capire a chi comincia le atmosfere di questi giochi”,
scrive prontamente Pat - però i conti non tornano lo stesso. Tutto ciò
che rimane al lettore è proprio la sola atmosfera, mentre le informazioni
concrete si contano sulle dita di una mano e non sono affatto sufficienti per
poter giocare in maniera responsabile.
Le cose migliorano con la
parte centrale del libro, dedicata a come venire a patti con i propri gusti
erotici, a come rapportarsi con il partner e come affrontare la “scena
pubblica” di feste ed eventi simili. Si tratta dei capitoli più
interessanti, che tuttavia non sono esenti dai soliti, quasi impalpabili, problemucci.
Uno è perdonabilissimo: trattandosi di un testo scritto per i lettori
statunitensi, è logico che le situazioni descritte siano specifiche della
Scena americana e non sempre riscontrabili anche in Italia. Capita. Invece dovrebbe
capitare meno che il tono di un libro sia così superficiale: spesso sembra
di leggere gli articoli sul rapporto di coppia di Cosmopolitan –
simpatici e sensati, ma anche fastidiosamente superficiali e pieni di generalizzazioni.
A tratti sembra di avere per le mani Il Bdsm secondo la Barbie –
e non fa una bellissima impressione.
Ciò si conferma nella
sezione finale, dedicata alle pratiche più estreme. Già, perché
mentre fruste e bondage vengono dati quasi per scontati, qui si riservano interi
capitoli a cose come la scarificazione o le marchiature a fuoco – e menomale
che era per principianti.
Il vero shock comunque è arrivato a pagina 212. Dopo avermi ricordato
dozzine di volte – in perfetto stile U.S.A. – di stare attento ai
più improbabili pericoli (un esempio su tutti: l’allergia da disinfettante),
Patrick si è scatenato infatti in una tripletta di: piercing, dissanguamento
e incisione della pelle, rivelando una vera e propria schizofrenia.
Cito testualmente: “…finché
ha gli aghi inseriti non lasciate muovere il sub, perché potrebbe agitarsi
e pungere inavvertitamente qualcuno o se stesso…”
(e fin qui diamogliela per buona); “…quando
avrete finito di tagliare con il bisturi potete non togliere subito il sangue
in eccesso ma appoggiare un foglio di carta sulla pelle per creare un disegno
come souvenir…” (fermo un attimo: prima mi hai smarronato
di sterilizzare le fruste e ora dovrei rischiare di infettare una ferita aperta?);
“…potete raccogliere
il sangue versato come offerta votiva per ottenere la benevolenza della vostra
divinità preferita…” (ah, ok. Sei squinternato del
tutto).
Mentre mi chiedevo il perché
di un tale cambio di registro sono poi incappato nella parte sui giochi con
l’elettricità. Qui le spiegazioni sono semplicemente sbagliate
e pericolose, e mi sono dovuto rassegnare all’evidenza: è
chiaro che un grande scrittore erotico non sia necessariamente un buon educatore.
Forse c’era una strozzatura nella penna, e tutta l’esperienza pratica
dell’autore ha deragliato a metà strada arrivando sulla carta solo
in forma incompleta e un po’ contorta.
Comunque sia andata, la colpa è anche mia. Avessi letto più tragedie
greche e meno manuali sadomaso mi sarei ricordato che i propri miti è
sempre meglio ammirarli solo da lontano.
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